Nella Primavera del 1925 un ufficiale di Marina, uno specialista di Kendo, fece visita al Fondatore e chiese di diventare suo discepolo.

Durante una conversazione essi vennero a diverbio su un banale argomento. Decisero di risolvere la lite con un combattimento. L'ufficiale prese a slanciarsi in avanti per attaccarlo agitando la sua spada di legno. Ogni volta O Sensei schivava la sua spada con grande facilità. L'ufficiale finì per cadere in ginocchio senza averlo toccato neppure una volta.

Il Fondatore raccontò poi che riusciva a percepire i movimenti dell'avversario prima che essi fossero effettivamente eseguiti, come gli era già successo in Mongolia. Dopo l'incontro, per riposarsi, O Sensei si recò in un giardino che era nei pressi. All'interno c'era un albero di caki. Mentre si asciugava il viso dal sudore, fu sopraffatto da una sensazione che non aveva mai provato prima. Egli non riusciva più a camminare né a sedersi. Con suo grande stupore era come saldato al terreno.

Il Maestro ricorda quella sua esperienza con queste parole:
"Il mio interesse per il Budo iniziò a divenire forte quando avevo circa quindici anni; da allora iniziai a fare visita a vari Maestri di scherma e jujutsu di tante province. Mi impadronii dei segreti di alcune sette in pochi mesi.
Ma non c'era nessuno che fosse in grado di illuminarmi sull'essenza del Budo: e questa era l'unica cosa che poteva soddisfare la mia mente. Così bussai alla porta di varie religioni, ma non ottenni risposte concrete. Poi, nella Primavera del 1925 se ben ricordo, mentre camminavo da solo in un giardino, in un attimo ebbi la sensazione che l'universo stesse tremando. Uno spirito dorato balzò fuori dalla terra e mi avvolse in un velo. Il mio corpo divenne d'oro. Contemporaneamente la mia mente e il mio corpo raggiunsero una nuova dimensione.
Fui in grado di comprendere lo stormire degli uccelli e mi si rivelò chiaro il pensiero di Dio, il Creatore dell'universo. In quel momento ebbi l'illuminazione: la fonte del Budo è l'amore per Dio, ossia lo spirito di amorevole protezione nei confronti di tutti gli esseri viventi. Infinite lacrime di gioia mi fluirono giù dalle guance.
Da quel momento divenni consapevole che il mondo intero è la mia casa ed il sole, la luna e le stelle sono tutte cose mie. Io divenni libero da tutto, smisi di agognare fama, grandi proprietà ed una solida posizione sociale, e, quel che più importante, tralasciai di cercar di diventare forte. Io capii: il vero Budo non è abbattere l'opponente con la nostra forza, non è neppure uno strumento per far sì che il mondo sia distrutto dalle armi.

Il vero Budo consiste nell'accettare lo spirito dell'Universo, mantenere la pace nel mondo, produrre nella giusta misura, proteggere e valorizzare tutti i beni della natura. Tutto ciò va assimilato ed utilizzato dalle nostre persone nella loro totalità di mente e corpo."